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CONDANNATA CON UNA
LOGICA MEDIEVALE
La condanna di
Antonella Conserva
sovverte i principi
della logica, della
scienza e del
diritto; è uno
schiaffo alla
scienza
dell’investigazione
criminale.
La donna è stata
condannata con mille
dubbi e nessuna
certezza: contro di
lei è stata
applicata la
triplice regola "In
dubbio pro accusa" ,
"Al di qua di ogni
ragionevole dubbio",
“La moglie dell’orco
deve essere orchessa
… quindi
condanniamola”.
La Corte ha
sistematicamente
rifiutato e
rigettato ogni
istanza presentata
dalla Difesa ed ha
falcidiato la lista
testi, così
impedendo
all'imputata di
difendersi anche
provando, oltre che
contestando
l'impianto
accusatorio. Qualche
esempio: contro la
Conserva sono state
ammesse decine di
testi qualificati
(Carabinieri, RIS,
Criminalpol, Squadra
Mobile, SCO, medici
legali, consulenti
tecnici, esperti,
ecc.), a favore
della Conserva sono
stati ammessi solo
due consulenti
tecnici: il dott.
Carmelo Lavorino e
il sig. Dante
Davalli, togliendo
la biologa Barbara
Candiani e un
tecnico per le celle
telefoniche.
Addirittura i ct
Lavorino e Davalli
sono stati ammessi
solo per essere
ascoltati sulle
celle telefoniche e
NON sulle emergenze
della scena del
crimine, sugli
esperimenti tecnici
e sui tempi di
percorrenza di
alcuni tragitti
estremamente
importanti, NON sui
tempi del
seppellimento del
bambino, sulla
ricostruzione
cronologica degli
eventi e dei tempi
riferibili ai
movimenti ed ai
comportamenti di
Alessi, Raimondi,
Conserva, Onofri,
Carabinieri e
Poliziotti; NON
sull'alibi e sulle
versioni del
Raimondi, NON sulle
contraddizioni del
Raimondi, NON sul
profilo criminale
dell'assassino di
Tommaso, NON
sull'analisi
investigativa
omicidiaria, NON sui
sopralluoghi
effettuati dal sig.
Davalli sulla
stamberga che
secondo il Raimondi
sarebbe dovuto
servire da luogo di
custodia
dell’ostaggio, ecc.
Ma non è finita! A
fine istruttoria non
è stato accettato un
confronto fra il
c.t. dell’imputata,
dott. Lavorino, e il
c.t. del PM, isp.
Letterio Latella,
bensì è stato
ascoltato solo
l’ispettore Latella.
Non sono state
accettate le
richieste di
esperire
accertamenti tecnici
sui tempi e sulle
distanze dei
tragitti topici
relativi il crimine.
Non è stata
accettata una
perizia per
l’analisi della
scena del crimine.
Per non parlare di
un giusto confronto
che doveva esserci
fra Antonella
Conserva e il suo
grande accusatore
Salvatore Raimondi
... che non c'è mai
stato!
Antonella Conserva è
stata accusata,
imputata, processata
ma ... non ha potuto
difendersi provando
perché contro di lei
si erano schierate
l'alta intelligenza
e l'alta sapienza
del potere
accusatorio
giudiziario:
Antonella Conserva è
stata la vittima
sacrificale di un
perverso meccanismo
sistemico
giudiziario.
Nota.
L'art. 111 della
Costituzione recita: "La giurisdizione si
attua mediante il
giusto processo.
Ogni processo si
svolge nel
contraddittorio tra
le parti, in
condizioni di
parità, davanti a
giudice terzo e
imparziale. La legge
ne assicura la
ragionevole durata.
Nel processo penale,
la legge assicura
che la persona
accusata di un reato
sia, nel più breve
tempo possibile,
informata
riservatamente della
natura e dei motivi
dell'accusa elevata
a suo carico;
disponga del tempo e
delle condizioni
necessari per
preparare la sua
difesa; abbia la
facoltà, davanti al
giudice, di
interrogare o di far
interrogare le
persone che rendono
dichiarazioni a suo
carico, di ottenere
la convocazione e
l'interrogatorio di
persone a sua difesa
nelle stesse
condizioni
dell'accusa e
l'acquisizione di
ogni altro mezzo di
prova a suo favore;
(...). Il processo
penale è regolato
dal principio del
contraddittorio
nella formazione
della prova. La
colpevolezza
dell'imputato non
può essere provata
sulla base di
dichiarazioni rese
da chi, per libera
scelta, si è sempre
volontariamente
sottratto
all'interrogatorio
da parte
dell'imputato o del
suo difensore.
(...)".
Il verdetto è stato
sicuramente non
coraggioso,
inficiato da
emozioni vecchie di
due anni, da quando,
sin dalla scoperta
del cadavere di
Tommaso, i
riflettori e le
accuse diedero ad
Antonella Conserva
lo stigma di
“complice dei
rapitori” e di
“carceriera”.
Chi mai poteva
schierarsi contro
un’opinione
pubblica, un blocco
mass mediatico e i
famigliari di
Tommaso ormai
convinti della
colpevolezza della
donna perché … in
galera da due anni,
... perché i
genitori della
vittima la
consideravano
colpevole, ...
perché “incastrata”
dalle indagini e
dalle analisi della
DDA, dello SCO, dei
RIS, dei ROS, della
Criminalpol e da
altri specialisti
delle investigazioni
delle Istituzioni?
Antonella Conserva è
stata la scientifica
vittima sacrificale
dello strapotere
psicologico e
investigativo degli
inquirenti, della
caccia alla
"strega", della
“colonna infame” e
del "dalli
all'untore", della
mostrificazione a
furor di stampa.
La campagna di
stampa orchestrata
ed attuata da alcuni
organi locali, veri
maestri della
captatio
benevolentiae, ha
praticato un vero e
proprio lavaggio del
cervello ed ha
condizionato
psicologicamente chi
non doveva farsi
condizionare:
diversi giornalisti,
invece di essere
freddi, obbiettivi,
neutri e riportatori
degli eventi, sono
diventati tifosi,
hanno fatto da
lacchés al "potente"
di turno, pur di
avere il loro piatto
di lenticchie.
Il collegio
difensivo della
Conserva formato
dagli avvocati
Eduardo Rotondi e
Luigi Vincenzo, dal
dott. Carmelo
Lavorino,
dall’investigatore
privato Dante
Davalli e dallo
Staff del CESCRIN,
ha frantumato ed
annullato l'impianto
accusatorio, ha
dimostrato che non
vi era nulla contro
l’imputata che
poteva essere
considerata prova o
indizio, ha
dimostrato che non
vi era nemmeno un
indizio "grave" o
"preciso",
immaginiamoci, poi,
se poteva esserci la
possibilità della
"concordanza". Ha
dimostrato che
contro la Conserva
vi erano solo
suggestioni,
illazioni, sospetti,
dicerie ed equivoci,
se non - addirittura
- travisamento della
realtà oggettiva dei
fatti.
Il collegio
difensivo ha
dimostrato che
Salvatore Raimondi,
il "grande
accusatore" di
Antonella Conserva,
ha prodotto una
serie di non
riscontri, di
contraddizioni
soggettive e
oggettive, di accuse
gratuite. Il
collegio difensivo
ha sostenuto che
Raimondi ha accusato
Antonella Conserva
per coprire la
propria presenza
mentre veniva
attuato l'omicidio
di Tommaso
sull’epicentro della
scena dell’omicidio
(il Bosco dei Bissi,
località il
Traglione).
Il collegio
difensivo ha
dimostrato che gli
orari su cui
l'impianto
accusatorio contro
la Conserva ha
stretto le sbarre
del carcere è
intimamente fallace,
perché detti orari
devono essere TUTTI
retrodati di ben 17
minuti. Ha
dimostrato che le
accuse basate sulle
celle telefoniche
sono in realtà
basate
sull'incertezza
assoluta e che
quello che è certo è
favorevole SOLO
all'imputata.
Abbiamo assistito
alla condanna "per
stima ad
impressione" perché
Antonella Conserva
DOVEVA essere
condannata perché
aveva lo STIGMA
della carceriera e
complice dei due
rapitori, altrimenti
l'apparato
investigativo
giudiziario italiano
avrebbe dovuto
ammettere di avere
preso un granchio
(non è però la prima
volta, caso
Pacciani, di Via
Poma, di Arce, dei
fratellini di
Gravina e dell'Ing.
Zornitta accusato di
essere Unabomber
docent) e di essere
stato turlupinato
dal "pentito" di
turno.
Aspettiamo le
motivazioni della
sentenza per vedere
con quale prova
generica, con quale
prova specifica
oppure con quali
indizi gravi,
precisi, univoci e
concordanti sia
stata decisa la
condanna di
Antonella Conserva.
Domanda: come
faranno due Giudici
intelligentissimi,
preparatissimi e
rigorosi come la
D.ssa Eleonora
Fiengo e il Dott.
Gennaro
Mastroberardino a
stilare una
"perfetta sentenza
di condanna", così
dimostrando la
"colpevolezza
dell'imputata",
nonostante le
granitiche
argomentazioni della
Difesa della
Conserva, nonostante
la demolizione
dell'impianto
accusatorio, la
totale assenza di
indizi e le evidenti
contraddizioni
intrinseche ed
estrinseche di
Salvatore Raimondi?
Nonostante le
risultanze
dell'analisi della
scena del crimine,
della cronologia e
della tempistica
abbiano annichilito
l'impianto
accusatorio? Come
faranno a scrivere
una sentenza giusta
su una donna non
colpevole senza che
l'Accusa abbia
dimostrato alcunché?
Riteniamo che al
piccolo Tommaso la
giustizia italiana
non abbia reso un
buon servigio,
perché una donna
innocente è in
galera.
AVVISO: STIAMO
APPRONTANDO LE
SEGUENTI NUOVE
SEZIONI:
- Sezione 22 -
Domande ad Antonella
Conserva
- Sezione 23 -
Domande agli
Inquirenti
- Sezione 24 -
Domande al Pool
Difensivo
- Sezione 25 -
TUTTI GLI ERRORI
DELL'IMPIANTO
ACCUSATORIO
Risponderemo solo
alle domande
formulate in modo
civile
NOTA: CRITICARE IN
MODO SERIO,
SCIENTIFICO E
COSTRUTTIVO le
INDagini, GLI
INQUIRENTI, gli
esperti e le
sentenze e' sinonimo
di democrazia, di
spirito costruttivo
e di ricerca della
verità. altrimenti
sarebbe inutile
rispettare i diritti
DELL'UOMO,
DELL'IMPUTATO E
della difesa e
celebrare i
processi: SI
POTREBBE ALLORA
ANDARE A CONDANNA
SOMMARIA.
carmelo lavorino
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Dichiarazione di principio
Chiunque
ha partecipato al sequestro di
Tommaso Onofri, anche solo a
livello d' ideazione e a
qualunque tipo di complicità,
merita
almeno 30 anni di carcere:
ma questo deve essere dimostrato
logicamente, scientificamente e
processualmente, non con
illazioni, vuoti teoremi,
forzature, ombre di indizi,
sospetti, pregiudizi e "caccia
alle streghe".
Chiunque abbia solo levato il
pensiero e lo sguardo contro
Tommaso deve pagare:
occorre però dimostrarlo!
Carmelo Lavorino
Le Sezioni con la scrittura in
colore bianco non sono ancora
state approntate, lo saranno a
breve. |